Slap!

L’Assemblea generaschiaffole delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica in quel giorno. Questa sera il Consiglio comunale di Bolzano ha voluto fare la sua parte. Malissimo.

Gli uffici e le istituzioni competenti avevano deciso di invitare gli esperti degli sportelli di consulenza per gli uomini violenti. Avrebbero dovuto proiettare video testimonianza di “uomini maltrattanti”, temine che mi lascia un po’ interdetta per la sua “lieve tolleranza” nei confronti di una violenza sulle donne che vede numeri da brivido: ogni seconda causa di accesso al pronto soccorso è per violenza sessuale e il 17,9% delle bambine che arrivano al PS è vittima di violenza sessuale, una donna su 3 è aggredita dal partner, ha tra i 15 e i 49 anni e più di un terzo sono donne straniere. Il 42% della violenza avviene in ambito familiare. I dati sono dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’ Ospedale Galliera di Genova, molto recenti, del 14 nov. 2017.

Tornando al nostro consiglio comunale: le testimonianze video degli “uomini maltrattanti ” sono naufragate nella inadeguatezza di un sistema tecnologico della nostra sala consiliare, degno di una favelas sudamericana, e nella incapacità del responsabile di ufficio che si è affidato alla riproduzione diretta da collegamento internet, senza neppure scaricare il video preventivamente, che si è inchiodato nella ormai famosa lentezza della connessione comunale sia wifi che tramite Lan.

Insomma un flop. A volte, se non si sa, bisognerebbe avere la modestia di lasciare ad altri, magari anche donne!

Il contorno comunque non conta molto, fa parte del teatrino politico, tenete a mente invece i dati da brivido della violenza sulle donne, leggetevi il link al documento e non permettete che urla e richieste di aiuto, sguardi bassi e paura palpabile, rimangano cosa privata, che non si ricordino solo alle ricorrenze mentre lasciano tracce indelebili sulle donne che la subiscono.

M.  Teresa Fortini

p.s. scusate lo schiaffo ma altrimenti non avreste letto il post. 🙂

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Vorrei ma non posto

Se ne parla da anni dell’illuminazione di una scritta su un bassorilievo davanti al tribunale che risvegli l’opera di Hans Piffrader in un’altra luce.Cattura

Sarà questo il giusto peso da dare o è una sfasatura politica che tradisce gli obiettivi o addirittura ottiene il risultato contrario a quello sperato, rinfocolando le già calienti braci del risorgimento nazionalista?

Non avrei mai speso 200.000 euro per scrivere ” nessuno ha il diritto di obbedire” davanti al tribunale, non li avrei spesi per illuminare quel bassorilievo con un dittatore a cavallo, non li avrei spesi e basta.

Fatto sta che lo hanno fatto, inaugurano, suonano e storicizzano. Mi aspetto che i Bolzanini continuino a passare indifferenti per questa piazza desolata, che ricordiamolo è stata ristrutturata dal progettista della piazza Mazzini, della piazza Università e della futura piazza Magnago. E qui vorrei suggerire di cambiare vincitore dei concorsi perché sono piazze fredde e spoglie e i rari alberi, usati come sterile arredo, sono una offesa a madre natura tanto che spesso si lasciano morire.

Più dei monumenti politici dovrebbero essere degni di conservazione e valorizzazione le strutture civili dell’architettura razionalista. archivio cantiere.jpg

C’è un piccolo rifugio antiaereo, ad esempio, in una scuola meravigliosa che verrà abbattuta dagli  stessi che illumineranno e suoneranno davanti ad un dittatore per non ricordarlo e non magnificarlo più.

Quel rifugio antiaereo andrebbe tutelato perché è  un simbolo di resistenza alle conseguenze della guerra. archivio ricovero anti aereoUn ambiente che fa pensare alla follia dei bombardamenti, del gas , della guerra. Ci dovrebbero far lezione ai bambini, per toccare con mano dove portano le dittature.

 

Le scuole ex Pascoli, bell’esempio di  architettura razionalista, insieme al piccolo rifugio antiaereo cadranno invece sotto le ruspe.  L’edificio sarà sostituito da colate di cemento e lastre di vetro al costo di 70 milioni che, ironia della sorte, saranno intascati da una grossa azienda romana, in odore di. Agli artigiani locali probabilmente nisba!

Eccoci qua, da una parte si storicizzano i monumenti politici, dall’altra si abbatte l’architettura civile di quel periodo storico. “La città è un libro vivente” diceva l’architetto Zoeggeler, se gli strappiamo pagine avvincenti e gli lasciamo solo didascalie e passaggi in grassetto, come potremo leggerla e amarla ancora?!

Non ci resta che ascoltarci  J-AX & Fedez:

“E poi, lo sai, non c’è
Un senso a questo tempo che non dà
Il giusto peso a quello che viviamo
Ogni ricordo è più importante condividerlo
Che viverlo
Vorrei ma non posto.”

 

 

 

 

 

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Arbo vai?

Oggi in commissione urbanistica a Bolzano ero presente alla illustrazione del progetto Areale da parte dei tecnici dell’ Arbo ( acronimo della società Areale Bolzano, incaricata della realizzazione del progetto dell’ arch. Podreca che vinse il concorso di idee per la riqualificazione dei  47 ettari intorno ai binari della stazione).

IMAG3942

Le zone arancioni sono quelle residenziali , il 15% dell’area : saranno  460.000m3 per complessivi ca 1300 alloggi, circa 30 ettari . Per avere una pietra di paragone pensiamo che Firmian ne copre 17 e Casanova 10.

Le zone rosse saranno  servizi per la collettività, il centro culturale e alloggi per anziani; vicino alle vecchie officine ferroviarie sorgerà la piscina da 50 metri e quella per i tuffi, e accanto anche la torre di 50 metri ( ca14 piani) che ospiterà la questura. Queste ultime le principali novità rispetto al progetto originario che non prevedeva queste strutture .

la zona marrone sarà dedicata a officine, atelier, artigianato mentre l’azzurro sarà un hotel e la zona viola dedicata ad eventuali insediamenti produttivi. Il grigio indica la nuova stazione ferroviaria , il percorso dei nuovi binari e la  zona tecnica per il rimessaggio e la manutenIMAG3946zione dei treni, collocata a nord del ponte Campiglio; la stazione dei bus sarà interrata nell’area dietro alla attuale stazione.

Sopra la stazione dei bus ci sarebbe stato lo spazio per la zona commerciale, ma con l’avvento del Centro commerciale di Benko, tutto il comparto sarà da rivedere con relativo minor ricavo da parte degli acquirenti.

E qui veniamo all’affare. Rfi ( proprietaria dei terreni e dei binari ) venderà e realizzerà le nuove infrastrutture solo se ci sarà un solo interlocutore. Trattandosi di un affare di circa 1 miliardo ( solo la stazione costa circa 300 milioni) trovare un unico acquirente pare veramente difficile, almeno che un nuovo o vecchio Benko arrivi d’oltre mare. Nascerà quindi una ATI( un consorzio di imprese ) interessate ad acquistare, a costruire e a vendere. A breve ci sarà il bando.

Spontanee vengono alcune domande: c’è veramente mercato per altri 1300 alloggi e quindi per ca 3000 nuovi cittadini? Decaduta la possibilità di realizzare un centro commerciale, basterà un area polifunzionale commerciale a diversificare l’offerta e quindi a rendere il progetto vantaggioso per il privato? Non è troppo rischioso puntare solo sull’edilizia abitativa, in una zona non proprio completamente baciata dal sole, con i nuovi alloggi costruiti da Benko e quelli ancora invenduti in area Piani?

E’ anche vero che tutto ciò andrà per lotti, piano piano, ci vorranno almeno 20 anni, e potrebbe restare forse in parte un bel sogno.

Dimenticavo il verde, poco,  a mio parere: il paseo da 23.000 m2, lo si vede in verde, ed è l’ attuale percorso dei binari che effettivamente tagliano fuori dalla città il quartiere dei Piani e diventeranno una passeggiata alberata che riunisce il quartiere alla città, e il nuovo parco della stazione, sul retro della nuova stazione, che abbraccia con due rami verdi la zona dei servizi e delle strutture sportive e ricreative.

Nel quartiere niente scuole o università ma asili nido al piano terra degli edifici residenziali e  qualche supporto sociale per il quartiere.

Interessanti le osservazioni sul campo, espresse durante il sopralluogo dell’areale ferroviario , da parte dei responsabili locali di Rfi e Trenitalia. Difficile sapere quale sarà la mobilità fra 20-25 anni, come saranno i treni, quale la tecnologia, i nuovi vettori  ecc, ci saranno probabili trasformazioni difficili da prevedere.

Interessanti anche le diverse posizioni. Quelle del rappresentante politico della maggioranza, il presidente della commissione Juri Andriolo del PD, che ha annunciato massima trasparenza ma che ha fatto appello a noi consiglieri ad una diplomatica prudenza nel riferire lo stato dell’arte del progetto. Opposte quelle del rappresentante locale del progettista Podreca, che si è rammaricato della poca diffusione delle informazione sul progetto e della poca partecipazione e coinvolgimento della cittadinanza, rispetto al progetto Benko che , con i soldi , ha comprato informazione e non solo.  Mettersi d’accordo prima no?!

IMAG3955Sulla mobilità ci sarà anche da approfondire, perché appare un bel quartiere trafficato e soprattutto completamente dipendente dalla realizzazione della variante SS12, annunciata in progettazione.

Aspettiamo altre news.

 

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In visita al campo profughi di Bolzano, Alimarket.

ex-alimarket-luglio-17.jpgOggi un gruppo di consiglieri comunali hanno potuto visitare il Centro profughi ( richiedenti asilo, per l’esattezza) dell’Alimarket a Bolzano. C’ero anch’io. Imbarazzante il diniego alla visita da parte del deus ex machina dell’accoglienza, il funzionario provinciale e braccio destro della assessora Stocker, dott. Critelli che, con fare molto sbrigativo al limite della cafoneria, ha negato l’accesso alla presidente del quartiere Oltrisarco Aslago, perchè non aveva annunciato la sua presenza da comunicare preventivamente al Commissariato del governo. La signora è una eletta dai cittadini, come noi, e a stretto contatto con il quartiere e le sue problematiche. Sono convinta che con una telefonata il Commissariato avrebbe compreso e corretto la lista delle presenze istituzionali.

L’ impressione sicuramente è di un luogo blindato, inaccessibile se non agli ospiti e alle loro guardie ( 5 sempre presenti) e agli operatori.  Ma veniamo ai dati. Le informazioni sono state ampie e dettagliate: l’ Alimarket è una struttura di prima accoglienza, persone inviate dallo Stato, ripartite per quote regionali a seconda del numero degli sbarchi.

Come arrivano e chi arriva: in bus dai Centri di smistamento dove avvengono gli sbarchi, sono accolti al Centro Lemayer per gli uomini ( il 90% degli arrivi) e all’Enaudi le donne, dove vengono visitati e fanno le indagini sanitarie, dopodichè gli uomini vengono mandati all’Alimarket.

La struttura è gestita da 3 organizzazioni: croce bianca, responsabile della struttura, croce rossa dell’accoglienza, Volontarius delle procedure di richiesta asilo, formazione e sociale. 480 è la capienza massima della struttura dettata da norme di sicurezza emergenziali e aeroportuali, 370 attualmente i presenti. Anche se, da una lista con nomi e cognomi appesa in mensa, ne risultavano più di 400!

E’ il campo più grande dopo la  Gorio. Critelli lo definisce “ un polmone” per far fronte alle assegnazioni statali obbligatorie e prima di realizzare le strutture di seconda accoglienza in altri comuni. La struttura di prima accoglienza sarà sempre a Bolzano anche se le assegnazioni sono provinciali, afferma. Il fatto di definirlo “polmone” fa riflettere: ci vuole un pizzico di cinismo a chiamare così un magazzino senza finestre !

Sanità pubblica: i richiedenti asilo  sono stati già visitati sulle navi militari, a Bolzano fanno l’RX ai polmoni e gli esami del sangue  e nei casi di necessità di isolamento, ma non di ricovero, ci sono alcuni letti adibiti ad caso presso un altro centro.

Quanti sono?  In Provincia  1750 di cui a Bolzano  850, ufficialmente assegnati  dallo Stato , in  più i clandestini arrivati attraverso altre strade ( li chiamano  i “fuori quota” ma forse bisognerebbe chiamarli  i “ sotto ai ponti”).

I fuori quota chi sono? I richiedenti asilo che si presentano in questura senza passare da strutture, arrivano dai confini e lo Stato non ne tiene conto, si fermano maggiormente nelle  regioni come la nostra, il Friuli, la Lombardia.

Le famiglie:  150 persone in nuclei familiari distribuiti al Campo Einaudi ,Renon e maso Zeiler.

Nel 2011 era frequente che le persone fuggissero dopo l’arrivo con il pullman per poter passare al nord, da un anno a questa parte non succede quasi più e chi arriva si ferma a Bolzano perché sconfinare è diventato  molto più difficile per l’aumento dei controlli.

Ogni giorno vien fatto l’appello, con una racconta firme la mattina e la sera , la lista inserita in un documento condiviso con la questura polizia e commissariato. Chi si assenta deve motivarlo, chi si assenta x 3 giorni non giustificati viene allontanato.

C’è una piccola percentuale di richiedenti asilo regolarmente presente sul territorio che lavora, perchè dal 60° giorno dalla richiesta di asilo è possibile lavorare.Il 70% di persone frequentano i corsi di lingua obbligatori nella struttura.

La procedura di riconoscimento: l’ 8-9% ottiene il riconoscimento  di profugo, il  12% protezione sussidiaria e il 30% protezione umanitaria, il resto ottiene un diniego. Durata della procedura da un anno a 3 anni. Unica commissione territoriale per le procedure di audizione è Verona.

Chi non ottiene il permesso di protezione internazionale ( ca 50-60%), non viene rimpatriato ma si sposta in altre città più grandi, dove c’è meno controllo sociale e diventa un irregolare.

I costi della struttura: rimborso statale di 28 euro al giorno per persona  ospitata, 2,5 euro al giorno va al richiedente asilo come poket money. Personale: 5-8 persone impiegate nella struttura.

Della visita sicuramente mi ha colpito molto questo unico stanzone senza finestre dove sono allineati dei container  con una porta dotata di tenda, dentro  ci sono dai 2 ai 6 letti a castello, che non abbiamo potuto vedere. Impressionante anche la scritta “ lager” sulle ex celle frigorifere. La mensa, semplice e pulita, le lavatrici e i panni stesi sulle transenne ( qui l’occhio femminile suggerisce l’acquisto di stenditoi) , i volti dei ragazzi, anche un pò imbarazzati, sicuramente sapevano della nostra visita e avevano risistemato tutto a dovere, troppo ordine per una convivenza così numerosa.

400 persone di provenienze diverse, tutti giovani uomini, che convivono e gestiscono una  struttura che è un magazzino con autorizzazioni di tipo emergenziale, sorvegliati da guardie giurate: è evidente che, nonostante la volontà della Provincia, la nostra città deve dire basta, così non è umano né civile e non è accettabile dire che in altre città è molto peggio.

Distribuire l’ accoglienza su tutta la Provincia è l’unico modo per farsi carico in modo equo di queste persone, augurandoci che lo Stato Italiano finalmente decida di chiudere i porti e disconoscere il Trattato di Dublino.  Che Europa è questa?!

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L’ ottavo assessore

Ho respirato profondamente prima di mettermi alla tastiera, dopo aver ascoltato lo “spottone” pro inceneritore che il presidente dell’ Ecocenter Stefano Fattor ha prodotto dalla Gruber a La 7.
Che farci, il refrain dell’ inceneritore che purifica l’aria, entrano più particelle di quelle che escono, lo conosciamo bene, è il suo pezzo forte, non dice mai quanta CO2 emette il “suo termovalorizzatore”, perchè dovrebbe citare intorno ai 780 milioni di metricubi di sostanze gassose e pure le 50 mila tonnellate di residui tra ceneri e fanghi che vanno comunque in discarica e l’ assenza di uno studio epidemiologico sanitario indipendente, che comprovi la tanto sbandierata sicurezza di questo impianto sia dal punto di vista sanitario che per le ricadute sull’agricoltura.
In questa conca chiusa, dall’inizio dell’anno, abbiamo già sforato il limite di 25 microgrammi /m3 di pm 2,5 per 23 volte! E’ un mix di autostrada , traffico pendolare, inversione termica, climatizzazione, inceneritore e così via.
inceneritoreCiò che amareggia di più è il fatto che Fattor sia ancora il vero “assessore all’ambiente “di Bolzano, che rappresenti la posizione dell’ amministrazione Provinciale (SvPD) e Comunale, snobbi bellamente quella dell’assessora della città di Bolzano, sempre del suo ex partito, l’arch. Maria Laura Lorenzini, che, saputo del previsto intervento del Presidente di Ecocenter, affannosamente ha mandato una lettera alla Gruber con i corretti richiami alla direttiva europea sul ciclo virtuoso e circolare dei rifiuti relegando l’incenerimento a ruolo secondario. Una posizione manco citata dall’ intervistatrice preoccupata più a criticare Roma e i suoi rifiuti ( ed indirettamente la sua amministrazione) che a riportare una posizione politica evidentemente marginale, per lei. Mentre Fattor si dimostrava ben fiero di rappresentare il governo della città rispondendo in finale anche alle domande sull’immigrazione e le criticità locali.
Il presidente dell’ SpA Ecocenter, che tanto sbandiera il fatto che sia a capo di una società totalmente pubblica che non distribuisce dividendi e sia partecipata solo da Comuni e Provincia di Bolzano, si è prestato pure a portare la voce della popolazione, affermando, incalzato dalla astuta conduttrice, che “ è una comunità che condivide una soluzione di questo genere ”, probabilmente dimenticando che Bolzano, con il 44% di partecipazione, non è stata mai interpellata se volesse o meno un nuovo inceneritore a ridosso dei quartieri!
A conferma che l’assessora Verde all’ ambiente conti poco nella gestione dei rifiuti a Bolzano, lo si deduce non solo l’intervista di Fattor, ma anche dalla presentazione del progetto del parcheggio di piazza Vittoria dove ripetutamente è stato sottolineato come lungo corso Libertà e parte della piazza passeranno le infrastrutture di servizio che porteranno anche i tubi del teleriscaldamento che arriverà dall’ inceneritore fino al Talvera ( almeno 3 km in linea d’aria).
Preparatevi, concittadini, a buttare la stufa a gas, vi daranno un bell’ incentivo per indorare la pillola, e legare per sempre la vostra casa ai rifiuti da bruciare e alle tariffe del gestore energetico locale.
Continueremo a bruciare rifiuti di tutta la Provincia e trentini, vincoleremo la città al teleriscaldamento da rifiuti e se saremo sempre più virtuosi con la differenziata ( difficile diventarlo senza un adeguato impianto di separazione e senza la volontà politica di ridurre la produzione di plastica e il suo recupero e riutilizzo) importeremo rifiuti da altre parti d’Italia, sarà un affare! Anche quello dei rifiuti di Trento ve lo avevamo detto… respirate profondamente, non ci guadagna nessuno (ipse dixit).
Teresa Fortini
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me ne vado

me-ne-vadoUn consiglio al signor Sindaco: non minacci di andarsene ad ogni sassolino nella scarpa (degli altri), non si innamori di progetti faraonici di speculazione edilizia e finanziaria a 6-7 zeri ( Areale-Polo bibliotecario) spacciandoli per il ” bene per la città”, non ambisca ad essere ricordato per una grande opera (che solitamente per il Pd è di cemento e tondini).

Voli basso nella quotidiana difficoltà dei cittadini dei quartieri, nella amministrazione di una città che non è solo benestante e acculturata, nel sostegno ai piccoli, locali, affaticati artigiani e al commercio di vicinato, nel ridurre il traffico e il senso di insicurezza senza affidarsi solo al Grande Fratello, nel venire incontro alle famiglie e ai giovani che non fanno più figli, chissà perchè. C’ è bisogno di trasparenza e di partecipazione dei cittadini, di lavoro utile e locale, di conservare il territorio comunale dalla cementificazione e densificazione, di servizi all’infanzia e alle famiglie: non solo assistenza per chi non ce la fa, ma sostegno per chi fa fatica e rinuncia.

C’è bisogno di un sindaco che non minaccia ma ascolta, coinvolge e ha la capacità di cambiare anche idea, che si fa domande. Come queste che mi faccio io: ha bisogno Bolzano di un altro quartiere e per chi? Chi andrà ad acquistare 1400 alloggi sotto la montagna, vicino alla ferrovia? Cosa servirebbe di più alla città: spostare i binari della ferrovia o spostare l’autostrada? Fino a quando una città come Bolzano di 107.000 abitanti, con ca 4000 alloggi sfitti,con un quartiere in costruzione in via Druso e una densità abitativa pari a quella di Roma ma chiusa in una conca limitata,può progettare ancora di espandersi? E con quali regole, esistono? O sono quelle che detterà il prossimo ricco affarista di passaggio?!

Nel teatrino del consiglio comunale i giochi sono già fatti: la sua è una maggioranza solida, fatta dai Verdi che le hanno già giurato fedeltà fino alla fine, cemento dell’areale e rospi vari compresi, parte della destra che la sostiene già dal programma  o neppure  la giudica dal bilancio,  in nome del liberismo le grandi opere piacciono al partito di Renzi e di Berlusca fino a  Cp.

Se c’è uno squalo nel mare è l’ SVP, e lei squali ne ha visti tanti da decennale City manager  a membro del consiglio di amministrazione dell’ Istituto per l’edilizia sociale, non si meravigli e minacci, provi a pensare a noi, popolo, cittadini, e cosa possiamo sapere e pensare delle vostre schermaglie di palazzo di Natale.

Qualche salvatore all’orizzonte si intravede già: il magnate austriaco ha già sorriso amabilmente, e adesso aspettiamo lo sceicco, il cinese o forse un marziano.

No anzi, adesso aspettiamo la Befana che le porti un pò di carbone e qualche dolcetto.

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Bestiario da pennone

aquila-e-colombaIl problema di noi Bolzanini è che ci prendiamo troppo sul serio. Prova a raccontare al primo di Oltrebrennero, bè facciamo di oltre Kufstein,  o la prima di oltre Salorno, della questione della lupa capitolina e del leone di San Marco che, scassati all’inverosimile a furia di pigliarsi pioggia, sole e vento li hanno calati dai pennoni, tanto alti da essere invisibili ai più, e il sindaco li vuole restaurare e mettere nel museo. A questo punto il discorso salterebbe già a tematiche ben più accattivanti se la vicenda non si colorasse, come tutto in questa dannata città, di politica e di maniacale bisogno di trovare una soluzione a quello che non è un problema per il 90% della popolazione. Torniamo alle bestie: adesso che tutta la città sa delle due bestie, che probabilmente prima non aveva mai viste, c’è da rimetterle sui pennoni, punto e basta. Da sotto non fa la differenza se saranno in copia, chi vorrà ammirarle da vicino e in originale le troverà in cantina, ops, nel museo dirimpetto. D’altro canto da vicino quelle originali non le ha mai viste nessuno, a parte i piccioni. A proposito di piccioni! L’ Svp non ha perso l’occasione per riaffermare che quando si può è meglio spazzar via un pò di italica fascista odiata urbanistica razionalista, con annessi vari. Le bestie in oggetto ahimè sono di quell’epoca. Ramazziamo ragazzi, mettiamoci una colomba sul pennone, tuona il pacifista Seehauser (Svp). Sul pennone difronte un aquilotto, dico io, che fa winke winke alla Fridenstaube ( Verdi), visto che sono già insieme al governo della città e chissà forse presto anche in Provincia.  E con ciò potremmo farci due sane risate e morta lì. magari!

Resta il problema che non sappiamo riconoscere e sorridere del nostro provincialismo e di questo bisogno di trasformare, di “anonimizzare” la nostra città per paura della storia. Ma così rischiamo solo di renderla più brutta non più moderna.

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